lunedì 10 aprile 2017

Recensione: Shadowhunters. Le cronache dell'Accademia - Cassandra Clare, Sarah Rees Brennan, Robin Wasserman e Maureen Johnson

Ciao a tutti e rieccoci qui sul blog! Finalmente torno per recensirvi un libro che ho amato tantissimo, come tutti gli altri della stessa autrice principale, ovvero Le Cronache dell'Accademia di Cassandra Clare, Sarah Rees Brennan, Robin Wasserman e Maureen Johnson. Analizziamone prima l'edizione.

 Prezzo: 19,90
                                            Editore: Mondadori (Collana Chrysalide)
                                            Genere: UrbanFantasy
                                            Pagine: 643

Trama:


Dopo quanto è accaduto nella Città del fuoco celeste, Simon Lewis - che è stato prima umano e poi vampiro - ha perso tutti i suoi ricordi e non sa più chi è veramente. Sa per certo di essere amico di Clary e anche di aver convinto la bellissima Isabelle Lightwood a uscire con lui, ma non ha memoria di come ci sia riuscito. E quando si rende conto che le due ragazze, ma non solo loro, iniziano ad aspettarsi da lui che si comporti come farebbe il ragazzo che conoscevano tanto bene, la situazione diventa insostenibile. Decide perciò di entrare nell'Accademia degli Shadowhunters e iniziare l'apprendistato per diventare un cacciatore di demoni. Forse, spera Simon, in questo modo riuscirà a ritrovare se stesso, qualunque cosa questo significhi. Le cronache dell'Accademia Shadowhunters raccoglie per la prima volta in un solo volume tutte le tappe dell'impegnativo apprendistato da Shadowhunter di uno dei personaggi più amati di "The Mortal Instruments". I dieci racconti, scaturiti dalla penna di Cassandra Clare, Sarah Rees Brennan, Maureen Johnson e Robin Wasserman, pubblicati originariamente in e-book, sono arricchiti dalle illustrazioni di Cassandra Jean.

Recensione:

Dopo aver amato ogni libro della Clare incentrato sugli Shadowhunters, fatta eccezione per la serie su Magnus Bane e La signora della mezzanotte che non ho ancora letto, è difficile non avere altissime aspettative quando ci si approccia ad un suo nuovo scritto. Ma la capacità della Clare sta nel saperti stupire volta per volta, nel saper carpire quella piccola parte di cuore che pensavi potesse ormai essere irraggiungibile. Se qualcuno dovesse chiedermi che tipo di scrittrice vorrei un giorno essere, sicuramente citerei proprio lei, insieme alla Rowling. Quando pensi che ormai tutto ciò che c'era da raccontare è stato raccontato, che tutto ciò che doveva accadere è accaduto, lei torna con una vagonata di sorprese, artifici, emozioni e tante di quelle situazioni inattese che reputi impossibile possano uscire tutti dalla mente di una singola persona. Ma lei, con l'aiuto chiaramente di altri scrittori altrettanto validi, riesce sempre a dare di più, a trasmetterti nuove sensazioni, dandoti delucidazioni su determinate vicende passate che, anche se apparentemente remote e non inerenti al presente, sono cruciali. Proprio attraverso aneddoti del passato, la Clare ci permette di immergerci pienamente nelle vicende del presente, per valutarle da ogni punto di vista e da ogni prospettiva, per coglierne il reale significato. In questa serie di racconti vediamo alternarsi alla vita di Simon, ormai studente all'Accademia, episodi di altri personaggi vissuti in epoche diverse dalla sua, che ci accompagnano in questo percorso per carpire dettagli e frammenti apparentemente sconnessi, separati gli uni dagli altri ma legati da un unico filo conduttore. Lo stesso Simon, in base a tutti i fatti di cui viene a conoscenza di volta in volta, dovrà trarvi insegnamento e capire come è meglio agire. Dovrà inoltre far fronte ai suoi ricordi perduti e alle persone care che, come Isabelle e Clary, temono possa non tornare ad essere il Simon di una volta. E' proprio su questo che verte l'intero ciclo di racconti, sul percorso che porterà Simon alla riscoperta di se stesso, un se stesso che non riconosce e nel quale a stento riesce ad identificarsi, ma che continua a rappresentare una parte di sé, la parte che tutti sperano di rivedere. Non posso dirvi se riuscirà mai a ritrovare se stesso ma posso dirvi che imparerà a ricostruire se stesso, pezzo dopo pezzo, imparerà che anche se non riesce a ricordarli, quei momenti passati lo hanno reso quello che è, che talvolta bisogna ignorare il passato per far valere la persona che si è adesso. Simon riesce a riavvicinare le persone che crede ormai lontane e perdute e a conquistarne altre, che avranno nella sua vita un'importanza altrettanto preponderante. Non nego che mi aspettavo un finale un po' diverso, meno devastante, ma non impauritevi, tutto accade perché deve accadere, non tutto va come ci eravamo aspettati, purtroppo o per fortuna.
Mi sono già dilungata abbastanza ma avrei ancora tanto da dirvi perché sono tante le emozioni e gli spunti di riflessione che la Clare ogni volta riesce a trasmettermi. Non avete idea di quanto ho gioito per Magnus e Alec, avevo gli occhi a cuoricino mentre leggevo! Adoro tutto di questo libro, così come per gli altri e in sostanza, no, non cambierei proprio nulla. Passò più di un anno da quando ebbi terminato The Mortal Instruments e rimmergermi nel mondo degli Shadowhunters è stato meraviglioso, come tornare a casa, sensazione che solo Harry Potter fino a questo momento era stato in grado di darmi.
Mi raccomando, leggetelo solo se avete già terminato Città del Fuoco Celeste. Molti lo hanno ritenuto inferiore ai volumi della serie, per me invece è stato uno dei più belli. Spero che esca presto il seguito de La Signora della Mezzanotte, così posso accingermi anche alla lettura di questi. Non vedo l'ora!
MERAVIGLISO!
- Ariam.


domenica 9 aprile 2017

BookHaul #2: Recuperi al mercatino dell'usato!

Salve gente e buona Domenica delle Palme a tutti! Oggi voglio mostrarvi i libri che ho preso ieri al mercatino dell'usato che organizzano ogni secondo sabato del mese qui a Firenze. Per me è stato l'affarone più ben riuscito della mia vita e adesso vi spiego perché. Ho preso ben cinque libri alla modica cifra di 14 euro, spendendo in media 2,80 per ogni libro, quando in libreria con questa cifra ne avrei preso uno o due. Sono super felice e super soddisfatta non solo per il prezzo, ma anche per i titoli che ho trovato. Sono tutti e cinque autori che non ho ancora mai letto e me ne vergogno tantissimo, ma ho voluto sfruttare quest'occasione proprio per recuperare alcune di quelle letture che costituiscono i pilastri della letteratura attuale e che, dunque, vanno affrontate almeno una volta nella vita.

 
Ecco qui i titoli che ho recuperato ieri. Veronika decide di morire era nella mia wishlist da anni ma non ero mai riuscita a beccarlo né in libreria, né sul sito del Libraccio, perciò potete immaginare la mia gioia quando l'ho trovato confinato tra cumuli e cumuli di altri libri. Sembrava stesse aspettando proprio me quindi per appena 3 euro ho deciso di non farmelo scappare. Il Grande Gatsby e Il nome della rosa rappresentano due delle mie più grandi lacune e, anche in questo caso, per 3 euro ciascuno non ci ho pensato due volte. Però, ad essere sincera, fino all'ultimo ero indecisa tra Il Grande Gatsby e Il giovane Holden, altra grande lacuna. Non riuscendo a decidermi è stato un amico a scegliere per me, dal momento che era piantata lì da tipo due ore. Mi sono ripromessa, però, che Il giovane Holden lo prenderò di certo al prossimo mercatino. Dracula me lo consigliano da sempre, perciò nel momento in cui me lo vendono ad 1 euro, pensate che io possa lasciarlo lì? Ovviamente no, e anche lui è tornato a casa con me. Infine arriva lui, il libro di cui vado più fiera perché lo volevo da taaanto tempo: Lo Hobbit di Tolkien. Inizialmente volevano vendermelo a 5 euro, ma dal momento che allo stesso stand avevo preso anche Fitzgerald e Coelho me l'hanno passato a 4 euro. Potete immaginare quanto io sia felice! Probabilmente la maggior parte di voi avrà già letto tutti questi titoli, quindi fatemi sapere nei commenti le vostre impressioni a riguardo.
 
Finisce qui questo breve ma per me intenso BookHaul e vi auguro buona giornata e buona lettura!
- Ariam.


venerdì 7 aprile 2017

5 COSE CHE: 5 libri che mi hanno costretto a leggere

Salve gentee e buon venerdì a tutti! Oggi si ritorna sul blog per un nuovo, e casualmente puntuale, appuntamento con la rubrica 5 COSE CHE, ideata dal blog Twins Books Lovers. Come avrete visto dal titolo l'argomento di oggi è: 5 libri che mi hanno costretto a leggere. Partiamo subito!

#1 Sunshine di Robin McKinley

Trama: La vita di Rae Seddon, detta Sunshine, scorre tranquilla: lavora nella panetteria annessa al bar del suo patrigno, è fidanzata con il capocuoco, e abita in un'accogliente casa di campagna. Non pensa quasi più alla famiglia di suo padre, un mago molto potente, e ai piccoli trucchi che le insegnava sua nonna quando era bambina. Una notte esce per fare una gita al lago, in cerca di pace e tranquillità, ma viene aggredita da un gruppo di vampiri" che la trascinano in una casa abbandonata e la incatenano al muro di una grande sala. La ragazza non è sola: c'è un altro vampiro, Constantine, anche lui in catene, e lei scopre con orrore di essere lì per sfamarlo. Ma inspiegabilmente, lui non la aggredisce. Tra i due si instaura un legame particolare, e per fuggire Sunshine dovrà richiamare i poteri che credeva dimenticati, grazie ai quali riesce a proteggere Constantine dal suo più mortale nemico, il sole, che per lei invece rappresenta da sempre un elemento fondamentale... Ma colui che li ha imprigionati è un avversario molto potente, e non è disposto ad accettare la loro fuga; solo restando uniti i due avranno qualche possibilità di non essere sopraffatti, anche se dovranno mettere a dura prova loro stessi e il loro legame.
 
Questo è stato il primo libro che mi hanno costretto a leggere. Si tratta di uno dei primi approcci con lo urban-fantasy vampiresco. E non sapete quanto, parlandovene, mi sia venuta una grande nostalgia di rileggerlo.

 #2 Red di Kerstin Gier

Trama: Per l'amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all'altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l'aiuto dell'inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all'altezza del nome dei Montrose. E poi c'è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. E lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l'umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante. Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo.
 
Questo mi è stato consigliato per più di un anno dalla mia migliore amica, me ne ha parlato talmente tanto da costringermi infine a prenderlo. Mi sono innamorata di questo primo volume e ho portata a termine l'intera trilogia.

#3 Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Trama: Il sogno di possedere un ritratto che invecchi al suo posto, assumendo i segni che il tempo dovrebbe tracciare sul suo volto angelico, diviene per Dorian Gray una paradossale, terribile realtà. Ma non saranno tanto le tracce del tempo che passa a fermarsi sul dipinto di quel bellissimo giovane, quanto le nefandezze di cui la sua anima si è macchiata. Un'anima giunta al culmine della dissolutezza, corrotta e degradata, trascinata nell'abisso della turpitudine e del vizio dal cinismo e dalla sfrenata avidità di piaceri di ogni sorta. Dalla sua sfida diabolica alla giovinezza eterna, Dorian uscirà sconfitto, schiavo di un ideale, assurdo desiderio di far coincidere l'arte con la vita. "Il ritratto di Dorian Gray" è considerato il romanzo simbolo del decadentismo e dell'estetismo. Con un profilo di Oscar Wilde scritto da James Joyce. Introduzione di Masolino D'Amico.
 
Anche questo "consigliatomi" da una mia carissima amica. Non fu necessaria una lunga insistenza, era un libro che prima o poi avrei dovuto leggere per forza!

#4 Percy Jackson di Rick Riordan

Trama: Percy Jackson non sapeva di essere destinato a grandi imprese prima di vedere la professoressa di matematica trasformarsi in una Furia per tentare di ucciderlo. Le creature della mitologia greca e gli dei dell'Olimpo, in realtà, non sono scomparsi ma si sono semplicemente trasferiti a New York, più vivi e litigiosi di prima. Tanto che l'ultimo dei loro bisticci rischia di trascinare il mondo nel caos: qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus, e qualcuno dovrà ritrovarla entro dieci giorni. Sarà proprio Percy a dover indagare sull'innocenza di Poseidone, dio del mare e padre perduto, che l'ha generato con una donna mortale facendo di lui un semidio. Nuove gesta e antichi nemici lo aspettano, e non saranno solo lo sguardo di Medusa e i capricci degli dei ad ostacolare la ricerca della preziosa refurtiva, ma le parole dell'Oracolo e il suo oscuro verdetto: un amico tradirà, e il suo gesto potrebbe essere fatale.
 
L'ennesima carissima amica dei tempi del liceo mi ha punzecchiato per tipo due anni, fin quando non mi ha convinto. Ho postato la foto del primo ma una volta cominciata la serie, non potevo non finirla tutta. L'ho amato e presto vorrei cominciare la serie degli Eroi dell'Olimpo.

#5 Hunger Games di Suzanne Collins

Trama: Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. E il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.
 
Anche questo risalente ai tempi del liceo, "consigliatomi" da un'altra amica per cui questo rappresentava il primo distopico. Se a lei, molto lontana dal genere, era piaciuto un sacco, di certo sarebbe piaciuto anche a me. Io sono tra i pochi ad aver letto questo libro molto dopo la sua pubblicazione, fino all'ultimo ero piuttosto scettica. Una volta averlo cominciato, l'ho divorato.
 
Ecco qui i cinque libri che mi hanno costretto a leggere. Ce ne sarebbero molti altri, come Fahrenheit 451 e Fallen di Lauren Kate che vi ho ormai propinato in tutte le salse.
 - Ariam.

lunedì 3 aprile 2017

25 Domande sui libri


Ciao a tutti, lettori! Oggi voglio proporvi un BookTag in cui sono stata taggata da Martina, del blog Il rumore delle pagine. Si tratta di un tag, condiviso originariamente dal blog Racconti dal Passato, che consta di venticinque domande sui libri a cui cercherò di rispondere il più sinceramente possibile.

Regole:

  1. Nomina almeno 5 blog a cui fare le domande;
  2. Cita sempre chi ha creato il tag, in questo caso Racconti dal passato;
  3. Nomina e ringrazia il blog che ti ha nominato, dunque ringrazio infinitamente Martina di Il rumore delle pagine per avermi pensato! :*
  4. Usa come immagine quella in cima a questo post.

Partiamo subito, visto che sono un bel po’ di domande.

1) Come scegli i libri da leggere?

Mi faccio influenzare moltissimo dalle opinioni altrui, per mia fortuna e sfortuna. Se leggo un titolo che ho già ritrovato in tantissimi altri blog e di cui tutti parlano benissimo, cresce la mia curiosità e finisce dritto dritto nella mia wishlist. Proprio per questo la maggior parte delle volte in cui vado in libreria o faccio un salto su un sito ho le idee già chiare, so già quale libro sto cercando. Ciò non significa che non inizi a spulciare tutti gli scaffali alla ricerca di qualche altro titolo, non a caso quando entro in una libreria mi ci trattengo minimo per due ore.

2) Dove compri i libri, in libreria o online?

Fino a circa sei mesi fa, quando vivevo ancora in un piccolo paesino con una singola libreria indipendente dove non riuscivo mai trovare i titoli che cercavo, ordinavo sempre online. Adesso che ho a pochi passi diverse librerie e fumetterie, compro quasi sempre direttamente lì.

3) Aspetti di finire un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Ho sempre come minimo un paio di libri di scorta. Non mi piace accumularne più di dieci per volta altrimenti finisco col non leggere più i primi acquistati. Cerco sempre di creare una sorta di equilibrio tra i libri che smaltisco e i nuovi che man mano acquisto.

4) Di solito quando leggi?

Mi piace leggere sempre un po’ la sera, prima di dormire. Ma mi capita di proseguire le letture anche in autobus e in università, tra una lezione e l’altro, quando il carico di pagine da studiare non è particolarmente immane.

5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

Tendenzialmente, no. Non mi faccio mai impressionare dal numero di pagine. Se quel libro mi ispira e la curiosità di leggerlo è tanta, non c’è scusa che tenga.

6) Genere preferito?

Domanda a cui non so mai rispondere con certezza e decisione. Ho sempre amato il genere Urban-Fantasy/Distopico e continuo ad amarlo tutt’ora, ma ultimamente mi sono ancora più avvicinata ai romanzi storici, soprattutto quelli inerenti agli anni ‘30 - ‘40 e quindi alla Seconda Guerra Mondiale. In tutto questo amo anche i gialli, con Conan Doyle e Agatha Christie, e i classici, che sono un must per i lettori più accaniti, costituendo i pilastri su cui tutto il mondo dell’attuale scrittura poggia. Scusatemi, ma non riuscirò mai a scegliere.

7) Hai un autore preferito?

Altra domanda impossibile. Non credo di avere un autore preferito perché ne ammiro tantissimi, tutti alla stessa maniera, ognuno per tratti, caratteristiche e sensazioni donatemi diverse.

8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Già alle elementari e alle medie ho avuto modo di approcciarmici con letture come Il Piccolo Principe e Mille Splendidi Soli. Poi sono passata a Fallen e successivamente ad Harry Potter, dunque, al genere fantasy che adesso adoro. È stato al secondo o terzo anno delle superiori che mi sono trasformata in un’accumulatrice seriale.

9) Presti libri?

Si, li presto, ma soltanto a persone molto vicine a me, che conosco, che sanno dei riguardi e delle cure che dedico ai miei libri e di cui, quindi, so di potermi fidare.

10) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Generalmente non inizio mai un libro se non ho prima terminato la lettura in corso. Mi faccio prendere dall’ansia di far confusione tra le due storie e di non riuscire ad apprezzare a pieno né l’una né l’altra. Se mi capita però di avere tra le mani un volume da tempo agognato, che volevo e che mi incuriosisce in modo particolare, allora e solo allora sono disposta ad accostarlo alla mia lettura in corso e a leggerlo in concomitanza ad essa.

11) I tuoi amici/familiari leggono?

Nella mia famiglia non legge nessuno, purtroppo. Ho provato in tutti i modi a convincere mia sorella, ma non c’è nulla da fare. Non riesce ad andare oltre uno sporadico romanzo rosa una volta ogni tre o quattro anni. Per quanto riguarda le mie amiche si, loro compensano la carenza di “lettura familiare”, leggono tantissimo, anche più di me.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Dipende dal periodo. In prossimità di un qualche esame, come in questo periodo, riesco a metterci anche un mese per terminare appena due libri. Quando non ho troppo da studiare e un libro mi prende tanto riesco a finirlo in tre o quattro giorni.

13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Assolutamente si. Sono una ficcanaso quando si tratta di queste cose. Quando vedo qualcuno che legge devo sapere cosa sta leggendo, perché sono dell’idea che i libri dicono molto delle persone che li leggono. Ovunque, in libreria, sui mezzi pubblici, all’università o in biblioteca, sbircio sempre le letture altrui!

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?

Domanda impossibile n°3. Come si può scegliere? Credo che salvare Fahrenheit 451 di Ray Bradbury sia un obbligo, trovandomi in una situazione simile. La gente dovrebbe sapere, in casi come quelli, a cosa starebbe andando incontro. Anche voi che non lo avete ancora fatto, leggete questo libro!

15) Perché ti piace leggere?

Sono una persona molto introversa e che apprezza molto la solitudine. Un libro è, per me, il luogo ideale in cui rifugiarsi quando la realtà ti stanca, ti disgusta, ti delude. Un libro sarà anche qualcosa di invero, di fallace, frutto di pura fantasia, ma rimane, in certe situazioni, l’unica cosa a cui aggrapparti, l’unica cosa in grado di salvarti, di proteggerti. Si può leggere un libro e desiderare che ciò che vi venga raccontato sia reale, oppure è proprio il desiderio opposto ad incuriosirci, a farci porre tante di quelle domande da volerne sapere sempre di più. Quante volte ci capita di chiederci: come sarebbe il mondo se.. ? I libri ci rendono spettatori ma al tempo stesso protagonisti, ci coinvolgono e al tempo stesso ci istruiscono. Servono altre motivazioni?

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Mi capita di prendere in prestito libri la cui trama non mi convince particolarmente, libri verso i quali sono particolarmente scettica e diffidente e nei quali non sono sicura di voler investire. Nel caso in cui il libro preso in prestito mi sia piaciuto davvero tanto, cerco di recuperarne una copia personale da tenere tra i miei piccoli tesori.

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Il Fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello. Vi giuro, ci ho provato un paio di volte ma giunta verso la decima pagina non riesco più a continuare. Per questo mi sono decisa, infine, di regalarlo alla mia migliore amica che doveva leggerlo per il corso di letteratura italiana. So che è una cosa abominevole ma vi prometto che in futuro tenterò di dargli una terza possibilità.

18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

No. Sono una che dà moltissima importanza alla copertina, per me è fondamentale che sia originale, inerente al tema trattato nel libro, che anticipi qualcosa, ma non troppo. Deve incuriosire, senza però svelare parte della trama. Una cover azzeccata è fondamentale per la buon riuscita di un libro, ma ovviamente non è l’essenziale. Proprio per questo, anche se ne tengo particolare conto, non mi limito mai ad essa, leggo sempre la trama del libro e. se anche quella mi intriga, quel libro può entrare a far parte della mia schiera.

19) C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

No, non ho una casa editrice preferita perché ne apprezzo diverse per diverse loro edizioni e proposte.

20) Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni “al sicuro” dentro casa?

Si, mi piace leggere un po’ dappertutto. Prima preferivo i luoghi silenziosi, come la mia camera, perché mi lasciavo sempre distrarre dal brusio e dal contesto in generale, adesso invece ho imparato ad isolarmi ovunque, anche in pieno caos, come quello che trovo ogni mattina sui mezzi pubblici, riesco a concentrarmi e a dedicarmi esclusivamente alla mia lettura.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Il libro che più ho apprezzato è Fallen, di Lauren Kate, donatomi da mia madre agli inizi della mia carriera da accanita lettrice. Fu la prima saga urban-fantasy che lessi e alla quale sono molto legata emotivamente anche per questo motivo.

22) Come scegli un libro da regalare?

Dipende, ovviamente, dalla persona e dai suoi gusti in fatto di libri. Quando si tratta di qualcuno che conosco poco, da questo punto di vista, mi baso molto sul carattere e l’emotività di quella persona, cercando di dedurre quale possa essere il genere adatto a lei.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?

Sono maniacale quando si tratta dell’impostazione dei miei libri. Cerco di seguire un determinato criterio e di riporli quanto più ordinatamente possibile, provando diverse sistemazione fino a trovare quella che, secondo me, è più bella a vedersi.

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Se si tratta di note brevi e concise si, le leggo sempre. Quando, invece, trovo note troppo prolisse, che finiscono col dilungarsi e divagare, mi rifiuto di leggerle perché perderei il filo del narrazione.

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

Le introduzioni, così come le prefazioni, che parlano della vita degli autori e di cose inerenti alla trama, è da un po’ di tempo a questa parte che mi rifiuto di leggerle. Da quando l’introduzione di Jane Eyre mi ha quasi spoilerato il finale, non riesco proprio a fidarmi nuovamente e postpongo la loro lettura a fine libro. I prologhi, essendo fatti apposta per anticipare qualche tratto saliente senza, però, dire troppo, mi intrigano parecchio. Anche queste, come le cover, sono cruciali in un buon libro. Un prologo costituisce la fase di avvio, ciò che dà inizio a tutto, se non convince quello allora dubito che possa farlo tutto il resto. Le postfazioni le leggo sempre, soprattutto quando un libro mi è particolarmente piaciuto, e continuo a spulciare le ultime pagine, le ultime parole alla ricerca di qualche informazione in più legata alla trama.
 
Le domande sono terminate, ma adesso tocca voi! Dunque nomino:
 
 
Linkatemi giù nei commenti il post con le vostre risposte, sono molto curiosa di sapere qualcosa delle vostre abitudini letterarie. Ringrazio nuovamente Martina per avermi dato la possibilità di proporre questo tag e alla prossima, lettori!
 
- Ariam. 


sabato 1 aprile 2017

5 COSE CHE: 5 citazioni che mi rispecchiano


Salve a tutti, lettori! Finalmente riesco a postare qualcos’altro sul blog. Mi manca quel periodo della mia vita in cui riuscivo a postare qualcosa ogni giorno, adesso non ricordo quand’è stata l’ultima volta che ho pubblicato un aggiornamento della rubrica 5 COSE CHE, ideata dal blog TwinsBookLovers . Ebbene, oggi, dopo mesi e mesi, torno a dedicarmici affrontando l’argomento di oggi, ovvero le 5 citazioni che mi rispecchiano. Scelta molto ardua perché, anche se sono solita sottolineare le frasi che mi colpiscono particolarmente, non sempre riesco a ricordarle tutte. Proverò a riportarvi quelle che più rispecchiano il mio pensiero e nelle quali mi identifico.


#1 Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.



Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, ed ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sull’incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza.”

#2 L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

L’eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale – non importa quanti altri libri leggeremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo – prima o poi faremo ritorno.”


#3 Oceano Mare di Alessandro Baricco


Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede.
Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.”


#4 Il Circo della Notte di Erin Morgestern


Il passato ti si appiccica addosso come lo zucchero a velo alle dita. Alcuni tentano di spolverarlo via, però non c’è niente da fare: gli eventi e le cose che ti hanno portato dove sei ora restano lì per sempre.”


#5 Fahrenheit 451 di Ray Bradbury


Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.”



Ecco qui le cinque citazioni che più mi sono rimaste impresse. In realtà ce ne sarebbero un’infinità ma ho dovuto fare una rigida selezione. Ovviamente questo post vi giungerà nettamente in ritardo, ma meglio tardi che mai! Linkatemi qui sotto tra i commenti il post con le vostre 5 citazioni preferite, mi farebbe davvero tanto piacere leggerle. Alla prossima, lettori! Buona lettura.



- Ariam.

domenica 19 marzo 2017

Wrap Up dei Film visti da Gennaio ad ora

Salve a tutti lettori! Come va il fine settimana? Io ne sto approfittando per riposare un po', anche se lo studio e l'ansia mi perseguitano come ombre. Purtroppo in questo periodo leggo molto poco a causa del poco tempo libero, perciò, piuttosto che parlarvi di libri, oggi tornerò a parlarvi di film. Voglio aggiornarvi sugli ultimi film, visti al cinema e non, con le relative opinioni che mi sono fatta su ognuno di essi. Parto da quelli visti più di recente e il cui ricordo è più vivido.



Il primo di cui vi parlo è Room, un film del 2015 diretto da Lenny Abrahamson.

Con questo film, se non ricordo male, Brie Larson si è guadagnata un Golden Globe e un Oscar l'anno scorso. E come poteva essere altrimenti? Ha recitato in maniera impeccabile, tanto lei quanto Jacob Tremblay, che all'età di sette anni ha lasciato tutti a bocca aperta con la sua interpretazione del piccolo Jack. Il film è assolutamente uno dei più belli che io abbia visto quest'anno, continuo a chiedermi perché non l'abbia visto prima. E' un film che mi ha commosso parecchio, sono stata lì lì per piangere per la maggior parte del tempo. La tenerezza e l'ingenuità di Jack, insieme alla fragilità di una madre frustrata e torturata dal rimorso di non aver fatto abbastanza per dare al figlio un'infanzia quanto più normale possibile hanno fatto di questo film qualcosa di meraviglioso.

Sono rimasta alquanto sconcertata nello scoprire che Stanza, letto, armadio, specchio, ovvero il romanzo da cui è stato tratto questo film, a sua volta ha preso spunto da una storia realmente accaduta, quella di una ragazza austriaca che è stata tenuta dal padre chiusa dentro un bunker per ben 24 anni. Non voglio dare altri dettagli perché la storia mi ha già inquietato abbastanza. Chiaramente dietro ad azioni del genere si nasconde una mente malata, altrimenti non si potrebbe in nessun modo spiegare tale comportamento. In questo film, l'argomento è stato trattato con molta delicatezza, proprio per non ledere la sensibilità di nessuno. Questo è uno di quei film che fanno riflettere molto e, una volta terminati, lasciano dentro un vuoto incolmabile. Non essendo madre, posso soltanto immaginare cosa possa provare una madre nel crescere un bambino dentro una singola stanza, nel fargli credere che le uniche cose vere al mondo sono quelle racchiuse all'interno di essa, nel cercare di fargli avere tutto pur non avendo nulla. Ho visto e ho avuto modo di capire quanto può essere grande l'amore di una madre per il proprio figlio, ma anche e soprattutto, quello di un figlio per la propria madre. Infatti non è stata tanto lei ad aver salvato lui, piuttosto è stato lui più volte a salvare lei, a rappresentare la sua àncora, la sua forza. Magnifico! Lo consiglio a tutti.



Un altro film che ho visto ultimamente è Lion - La strada verso casa, diretto da Garth Davis nel 2016. Altro film per cui le lacrime non sono mai abbastanza e che fa tanto riflettere, trattandosi anche questa di una storia realmente accaduta. Saroo, nella sfortuna di essersi smarrito a 1600 chilometri da casa, ha avuto la fortuna, dopo varie peripezie, di giungere in Australia dove vi era una nuova famiglia ad attenderlo. Questo film ci fa capire come, nonostante si abbia avuto modo di crescere con un certo tenore di vita e con una famiglia quasi perfetta, non si potranno mai dimenticare le proprie origini, ci si sentirà sempre incompleti, come se mancasse una parte di noi. Ed è proprio questo che spinge il protagonista a tornare, dopo vent'anni, nella propria terra natia, a cercare la sua madre naturale, a riscoprire luoghi, abitudini e persone che credeva aver dimenticato, ma che in realtà erano sempre stati parte di lui. Le immagini, a fine film, del Saroo realmente esistito, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso, hanno reso tutto talmente reale da far venire la pelle d'oca. Al pensiero che in India, ogni giorno, migliaia di bambini scompaiano senza lasciare alcuna traccia e che la maggior parte di essi non siano tanto fortunati quanto lo è stato Saroo mi fa accapponare la pelle. Dovete vedere questo film, assolutamente.



Altro film visto da Gennaio a questa parte è La mafia uccide solo d'estate, film del 2013 diretto da Pierfrancesco Diliberto, meglio conosciuto come Pif. Continuiamo sulla scia dei film che fanno riflettere, con questo ambientato a Palermo negli anni fra i settanta e i novanta. Attraverso i ricordi d'infanzia del protagonista, Arturo Giammaresi, e dei fatti relativi alla mafia che hanno in qualche modo influenzato la sua vita, si vogliono commemorare le morti di tutti coloro che persero la vita per mano di quest'organizzazione criminale. Essendo siciliana, questo è sempre stato un argomento che mi tocca da vicino e mi interessa particolarmente. Si tratta di un film che ha come scopo quello di non far dimenticare quello che è stato e mi fa piacere che vi siano persone che si mobilitano ancora con iniziative del genere per mantenere vivo il ricordo.



Quarto in questa classifica dall'ordine puramente casuale è Assassin's Creed, film del 2016 diretto da Justin Kurzel. In quanto amante e ammiratrice del videogioco, nutrivo grandi aspettative per questo film, aspettative che posso dire essere state superate. Il regista è stato in grado di usare le meccaniche del videogioco per dare vita a innumerevoli scene d'azione: dai combattimenti, alle corse sui tetti, alle fughe e alle acrobazie. Mi è piaciuta anche la trama molto avvincente e la caratterizzazione dei personaggi. Michael Fassbender l'ho trovato abbastanza azzecato nell'interpretazione del protagonista, ma non avevo alcun dubbio essendo a conoscenza della sua bravura. Sono quasi certa che sia stato un film molto criticato, soprattutto dagli accaniti amanti del videogioco che si aspettavano molto di più, io invece ne sono abbastanza soddisfatta e, come capita spesso quando si giunge al termine di un film che sia particolarmente piaciuto, mi ha lasciato una strana sensazione, la curiosità di sapere cosa sarebbe successo dopo. Mi sento, dunque, di consigliarlo.



Un film per il quale non nutrivo grandi aspettative e che, invece, mi ha piacevolmente colpito è The Great Wall, del 2016 diretto da Zhang Yimou, visto al cinema qualche settimana fa. Ho letteralmente adorato la grafica, il mondo in cui sono riusciti e ricreare la fortezza imperiale e le varie battaglie che avevano luogo sopra e sotto la grande muraglia. Un'altra cosa che mi ha lasciato stupefatta è la caratterizzazione della civiltà cinese, dello stesso esercito e, ancora più, la presenza delle donne all'interno di esso. Mi ha affascinato la scenografia e l'importanza del ruolo che ogni personaggio aveva all'interno del film. Anche in questo caso vi era un gran bel figo a fare da protagonista, ovvero Matt Damon, che a mio parere ha reso abbastanza giustizia al personaggio.



Altro film che ho avuto modo di vedere ultimamente è Miss Peregrine - La casa per ragazzi speciali, del 2016 diretto dal grandioso Tim Burton. Di questo film mi è piaciuto tutto, la trama, anche se a volte un po' troppo incasinata dal repentino evolversi delle vicende, le peculiarità di ogni bambino "speciale", la scenografie e gli effetti. Tim Burton non delude mai! A coronamento del tutto, vi era una splendida Eva Green. Vedere questo film mi ha fatto venire una gran voglia di leggere i libri e, adesso che ho scoperto l'esistenza di una graphic novel tratta dal romanzo, di avere anche quella. L'ho già spulciata un po' in libreria ed è meravigliosa! Non riesco ancora a capire perché il nome italiano del film non è lo stesso del romanzo, ma va be', pazienza.



Un'altra recente uscita a cui ho avuto modo di approcciarmi è Split, un film del 2017 scritto e diretto da M. Night Shyamalan. In questo caso un grandioso applauso va all'interpretazione magistrale di James McAvoy che, a parere mio, si meritava un bell'Oscar. Provate ad immaginare l'enorme difficoltà del dover assumere i panni di più persone all'interno dello stesso film. Adesso provate ad immaginare la stessa cosa però all'interno di una stessa scena. Magnifico! Un thriller che tiene col fiato sospeso fino alla fine, anche se il modo in cui viene fuori la cosiddetta Bestia mi ha lasciato un po' perplessa.



Adesso è la volta di La la land, musical del 2016 diretto da Damien Chazelle, visto al cinema con degli amici in occasione del mio compleanno. Film molto chiacchierato, che molti hanno amato e altri odiato. I miei amici, per esempio, si sono annoiati tantissimo in sala, più volte erano lì lì per addormentarsi. A me, devo dire, è piaciuto parecchio. Sono d'accordo nel dire che alcuni balletti di troppo potevano essere evitati, talvolta vi erano canzoni e coreografie che dilungavano fin troppo la trama, ma trattandosi di un musical è normale che si dia parecchio spazio a questo genere di cose. Ho apprezzato tantissimo la trama, soprattutto il finale che mi ha totalmente spiazzata lasciandomi dentro un gran vuoto, e l'interpretazione di Emma Stone e del bellissimo Ryan Gosling.



Ultimo film che ho visto proprio ieri sera è Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick, del 2015 diretto da Ron Howard. Voglio essere sincera e vi confesso che la cosa che mi ha spinto a vederlo non è stata tanto la trama, bensì quel bel faccino di Chris Hemsworth. Poi quando ho visto che ad interpretare Melville era il tenerissimo Ben Whishaw (il John Keats di Bright Star) e ho capito che dovevo vederlo. Purtroppo non ho ancora letto Moby Dick (grande lacuna, lo so) ma conoscevo a grandi linee la trama. Devo dire che il film mi è piaciuto e se lo avessi visto in una più alta risoluzione lo avrei apprezzato ancora di più.

Ecco qui i film che ho visto in questi ultimi mesi. Quali sono, invece, i film più belli che avete visto e maggiormente apprezzato da Gennaio a questa parte? Commentate pure perché sono stracuriosa.

- Ariam.

mercoledì 8 marzo 2017

WrapUp delle ultime letture - MiniRecensioni

Salve a tutti, rieccomi sul blog! Voglio dedicare questo post al wrap up di quelle che sono state le mie letture da Dicembre fino ad ora. Non sono state molte, ma comunque tutte gradite.
Iniziamo con La Psichiatra di Wulf Dorn.

Trama: Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un'umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia.
Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine..

Recensione:

Questo è stato il mio primo approccio con quest'autore e l'ho gradito davvero tanto. Ha uno stile di scrittura molto accattivante, che invoglia continuamente a proseguire la lettura, a rimanere attaccati alle pagine. Anche se i personaggi sono ben caratterizzati, l'autore è riuscito a tessere sopra ognuno di essi un alone di mistero che, col proseguire delle indagini, ci porta a sospettare di ognuno di essi. Ho dato quattro stelline a questo libro, piuttosto che cinque, perché nonostante la capacità di Dorn di costruire un romanzo carico di emozioni, tensioni e colpi di scena, non è riuscito a celarmi proprio tutto. Alcune vicende sono state prevedibili ed è come se, sul finale, il romanzo abbia perso un po' del suo fascino. Forse perché mi aspettavo qualcosa di più, non saprei dirvi. Nonostante ciò è stata una bella lettura e sicuramente leggerò altro di questo autore.
NON MALE! 

Ho letto ben due libri di scrittori italiani, cosa che faccio di rado ma ho intenzione di rimediare. Il primo è Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano.


Trama: In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi.
Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

Recensione:

A questo libro ho dato tre stelline perché ho pareri contrastanti a riguardo. Mi è piaciuto per alcuni aspetti, mentre l'ho criticato per altri. Ho apprezzato la fluidità dello stile, per nulla astruso o arzigogolato, anzi l'ho trovato scorrevolissimo e coinvolgente e mi ha permesso di terminarlo in appena due giorni o poco più. Un altro punto a favore è la caratterizzazione dei personaggi, ognuno dei quali ha una personalità ben definita, fatta eccezione per Alfredo i cui comportamenti talvolta mi stranivano. A questo si lega il primo punto a sfavore. Avrei voluto maggiore introspezione per quanto riguarda il personaggio di Alfredo, avrei voluto sapere cosa pensava, cosa provava. Ho scoperto a posteriori che l'autrice vi ha dedicato un volume intero, una sorta di spin off e così si spiega la carenza di dettagli. 
Cosa mi ha lasciato questo libro? A fine libro le uniche due cose che ho provato sono rabbia e amarezza nei confronti di Alfredo. Mi sentivo un po' come Beatrice, adirata, delusa, ma allo stesso tempo legata a quella storia così come lei lo era ad Alfredo. So che il tema trattato dall'autrice è molto delicato e la psicologia di un personaggio come quest'ultimo è lontana da ogni mia comprensione dal momento che non sono mai stata nella sua situazione e spero di non trovarmici mai. Ho provato rabbia perché nonostante tutto l'aiuto, il tempo e le fatiche dedicatogli, lui non ha combattuto abbastanza per uscirne secondo il mio parere. É vero che sono situazioni che rendono egoisti e tendono ad isolare, ma non sono riuscita ad empatizzare con questo personaggio, mio malgrado. Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne avete pensato voi.
NON MALE! 

Altro libro che ho letto è Io prima di te di Jojo Moyes.
Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.
A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti.
E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.

Recensione:

Sapevo che, a lettura finita, avrei trattenuto a stento le lacrime, difatti il groppo in gola non vuole proprio abbandonarmi. 
Detto molto banalmente, questo è uno di quei libri che lasciano il segno, ma non per lo stile di scrittura particolarmente aulico, o per l'originalitá della trama, piuttosto per il suo essere un'esortazione alla vita, pagina per pagina, dalla prima all'ultima. D'altra parte come puó Will Traynor, un uomo il cui unico scopo e desiderio è quello di porre fine alla sua vita, rappresentare un inno alla vita stessa?
Beh, Will è coraggio di buttarsi a capofitto in qualcosa. Will è caparbietà, è la tenacia di prevaricare i giudizi altrui ed essere come meglio si crede. Will è entusiasmo e curiosità per la scoperta, per il piacere di vedere luoghi mai esplorati, di vivere vite mai vissute. Will, è tutto questo. Will è vita nella sua forma più autentica, è vita all'ennesima potenza. Talmente è straripante e ghiotto di vita da non sentirsi più in grado di contenerla e sopportarla tutta così passivamente, senza possibilità alcuna di inseguirla e fronteggiarla. Ed è proprio questo che lui non fa altro che suggerire per l'intera durata del romanzo, bisogna vivere piennamente, smetterla di frignare e lamentarsi delle più futili cose e prendere in mano le redini della propria vita. Probabilmente questo libro non dice nulla che molti altri libri non abbiano già detto, ma ha un modo così dolce e pacato di farti riflettere che tu non puoi fare a meno di perderti tra le sue parole e pensare. Ecco, è uno di quei libri che fanno pensare molto, soprattutto a se stessi e ai diversi modi in cui anche noi, nel nostro piccolo, potremmo dare una svolta alla nostra vita, o semplicemente arricchirla e assaporarla.
BELLISSIMO!

Quarto libro, non in ordine di importanza è quello che ho più amato, Il cavaliere d'inverno di Paullina Simons.
Trama: Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo,Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

Recensione:

Una volta finito questo libro, sentivo dentro un vuoto incolmabile, come accade ogni volta che si termina un libro che si è tanto apprezzato. Da una parte non vedo l'ora di leggere il seguito, d'altra parte temo possa non essere all'altezza del primo. Questo é uno di quei libri che non possono non segnarti, di quei libri che devono inevitabilmente lasciarti un segno, qualcosa. Ho adorato lo stile scorrevolissimo ma incalzante della Simons e i suoi più intensi stralci in cui si diletta in vera e propria poesia. Quello tra Tatiana e Alexander è l'amore che vorremmo tutti avere e provare un giorno, è l'Amore con la A maiuscola, l'amore che logora, che annichilisce, che divora, ma al tempo stesso l'amore che riempie, infonde coraggio, l'amore che ti salva.
Non posso fare altro che esortarvi a leggerlo!

Spoiler:

Paullina Simons dà un'ampia dimostrazione di quello che è l'amore, ovvero il saper lasciare andare. Questa è, per me, la più alta dimostrazione di amore, ed è quello che fa Alexander alla fine del romanzo, lascia andare il grande amore della sua vita per salvarle la vita, è disposto a dirle addio per sempre, ad allontanarla da sé, pur sapendo di non riuscire ad andare avanti senza di lei, pur sapendo che non c'è vita per lui, senza di lei. Tutto per saperla salva, altrove. Se non è amore questo, ditemi voi cos'è.
  
             MERAVIGLIOSO!               
 


Quinto libro: Misery di Stephen King.
Trama: Dopo un violento incidente automobilistico nei pressi di Silver Creek in Colorado, lo scrittore Paul Sheldon si risveglia gravemente ferito in un letto a casa di Annie Wilkes, un’ex infermiera. Impossibilitato a muoversi a causa delle gambe rotte e dei dolori terribili, Paul accetta passivamente le amorevoli cure di Annie. Mentre le settimane passano e la salute migliora, Paul ed Annie cominciano a parlare e a conoscersi. In realtà Annie conosce già molto bene Paul: lui è la magica mano dietro alle bellissime storie di Misery Chastain, la sua beniamina, e lei…beh, lei è la sua fan numero uno. Una fan che non può accettare il finale del suo ultimo libro, dove Misery, la sua Misery!, perde la vita. Paul scoprirà che Annie nasconde una mente incredibilmente turbata da psicosi e manie depressive e si ritroverà ad essere il prigioniero inerme e impotente di una donna gravemente malata e destinata a scivolare sempre di più verso l’oblio. Utilizzando ogni tipo di tortura e di sevizia, Annie costringerà Paul a scrivere un nuovo romanzo per far risucitare la sua Misery, perché Misery non deve morire…

Recensione:

Anche questo è stato un primo approccio con l'autore. É stata una piacevolissima lettura anche se talvolta ridondante e ripetitiva. Nonostante ciò King riesce a farti stare col fiato sospeso e a coinvolgerti al punto che vorresti urlare contro i personaggi e suggerire loro cosa fare. Sicuramente leggerò altro di questo autore, mi intriga molto Mucchi d'ossa. Voi cosa mi consigliate?
NON MALE!

Continuiamo con L'ultimo treno per Istanbul di Ayse Kulin.
Trama: Selva è la figlia dell’ultimo pascià ottomano della Turchia e può avere qualunque uomo desideri. Eppure ha occhi solo per Rafael Alfandari, un ragazzo ebreo, figlio del medico di corte. Nonostante l’opposizione delle loro famiglie, che non vedono di buon occhio l’unione tra due mondi così diversi, i giovani amanti si sposano di nascosto e scappano a Parigi per farsi una nuova vita. Ma quando i nazisti occupano la Francia, la coppia in esilio imparerà sulla propria pelle che niente – né la guerra, né la politica, né la religione – può spezzare gli antichi legami di sangue. Grazie all’aiuto dei coraggiosi diplomatici turchi, infatti, organizzeranno un piano per mettere in salvo i membri della famiglia Alfandari e molti altri ebrei. Insieme, saranno costretti ad attraversare un continente in guerra, a entrare in territorio nemico e rischiare tutto nel disperato tentativo di ritrovare la libertà. Da Ankara a Parigi, dal Cairo a Berlino, L’ultimo treno per Istanbul racconta una appassionante storia d’amore e avventura, scritta da una delle autrici più famose della Turchia.

Recensione:


Anche lo stile della Kulin, come quello della Simons, mi ha catturata. Ho adorato la sua capacità di tenermi attaccata alle pagine con la sua prosa incalzante e coinvolgente, al punto da invogliarmi a portare il libro con me ovunque andassi. La Kulin, attraverso il suo modo di scrivere, ti permette di innamorarti, gioire e soffrire insieme ai personaggi, costringendoti così ad affezionarti ad ognuno di essi. Più di una volta mi sono vista coinvolta emotivamente, molte volte mi sono ritrovata col fiato sospeso, altre con la pelle d'oca. Romanzo consigliatissimo!
BELLISSIMO!

Ultimo ma non per importanza, Novecento di Baricco. 
Trama: Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.

Recensione:

Terzo volume di Baricco che leggo e me ne innamoro sempre di più. Di questo monologo ho visto prima la trasposizione cinematografica senza sapere che era tratta da un libro, mi è piaciuta talmente tanto da spingermi a prendere questo volumetto. Sono appena una sessantina di pagine o poco più ma nella sua sinteticità questo monologo è molto profondo e intenso. Ogni volta che leggo qualcosa di Baricco non posso fare a meno di prendere in mano una matita e sottolineare. Adoro!
BELLISSIMO!

Terminano qui le mie ultime letture. Commentate pure per dirmi cosa pensate di questi libri e quali sono i libri più belli che avete letto dall'inizio dell'anno ad adesso. Sarò stracuriosa di leggervi! Un bacio.

- Ariam.